Coppa Barontini, la gara dei “Figli di Dario”

Ilio Dario Barontini
Ilio Barontini, il cui nome di battaglia era Dario, non fu né un vogatore né uno sportivo praticante ma uno di quegli uomini che fecero la storia del movimento operaio e democratico, non solo della nostra città ma in tutto il paese. A Livorno fu segretario della Federazione del Partito Comunista Italiano, prima e dopo il ventennio fascista, consigliere comunale prima dell’avvento fascista e dopo la liberazione, e, soprattutto, membro dell’Assemblea Costituente che emanò la Costituzione Repubblicana e Senatore della Repubblica fino alla morte, avvenuta tragicamente il 22 gennaio 1951 in un tragico incidente stradale alla periferia di Firenze.
Insieme ad Antonio Gramsci, Barontini fu inoltre il principale organizzatore del Congresso di fondazione del P.C.I. del 1921, che ebbe luogo al Teatro San Marco di Livorno.
Figura popolare, prestigiosa e rispettata da amici e avversari, ancora oggi impressa nel ricordo di quanti furono testimoni e protagonisti delle lunga ed eroica vicenda politica e civile della nostra città e del nostro paese. Ilio, che era un ferroviere, rappresentò al meglio il carattere dei comunisti livornesi in quel periodo storico: spirito critico e battagliero, anticonformismo, determinazione, coraggio.
Durante l’esilio a cui fu costretto dalle persecuzioni fasciste, Ilio Barontini fece anche parte del movimento antifascista francese e non esitò a recarsi in Abissinia per combattere alla guida dell’esercito nazionale contro l’aggressione mussoliniana.
Combattè inoltre in Spagna con Luigi Longo e Giuseppe Di Vittorio a difesa della Repubblica, infliggendo ai fascisti una bruciante sconfitta a Guadalajara alla testa delle Brigate Internazionali.
Fondò e diresse nel centronord d’Italia i Gruppi di Azione Patriottica (i G.A.P.) e marciò alla testa dei suoi partigiani alla liberazione di Bologna che lo insignì della cittadinanza onoraria. Sfilò con Longo, Cadorna, Parri e Mattei alla testa del corteo che a Milano, che sancì la vittoria della guerra di liberazione nazionale e fu insignito dal generale Alexander, comandante della 5ªArmata, con la Bronz Star al termine della Seconda Guerra Mondiale.
Una figura leggendaria, quindi, che onora Livorno. Ecco perchè dedicare a lui la più spettacolare gara remiera livornese spinge l’evento ben oltre i confini del pur importante fatto sportivo.